I disastri possono essere di tipo naturale (terremoti, maremoti, uragani, alluvioni, eruzioni vulcaniche, valanghe) o provocati dall'uomo (guerre, genocidi, deportazioni di massa, campi profughi, mine, torture, attacchi terroristici e povertà); questi ultimi sono certamente gli unici completamente evitabili, sebbene anche alcuni disastri naturali possono essere la conseguenza più o meno diretta di errori umani. In tutti questi eventi le conseguenze sulla salute delle persone coinvolte danno spesso origine a patologie di interesse chirurgico.
La crescente mobilità da un paese all'altro porta talvolta a contatto con i dermatologi gruppi particolari della popolazione immigrata che presentano tali patologie. Spesso si tratta di richiedenti asilo, che provengono da paesi in cui imperversano guerre o persecuzioni politiche, razziali o religiose e che, pertanto, portano sulla loro pelle i segni della tortura subita o le conseguenze mutilanti della guerra, delle mine o delle aggressioni chimico-biologiche. Un altro gruppo in cui è possibile riscontrare patologie di interesse chirurgico sono le donne, condotte in Italia con la promessa di un lavoro, che vengono invece costrette alla prostituzione e, in caso di ribellione, vengono punite attraverso ustioni o acidificazioni. Infine c'è anche il gruppo delle donne sottoposte a mutilazioni genitali femminili che, per gli esiti derivanti da tale pratica, talvolta, pongono l'esigenza di intervenire con metodiche chirurgiche.
Casistica clinica
Presentiamo le principali patologie di interesse chirurgico, osservate in 3 diversi gruppi di popolazioni a rischio.
1) Prostitute straniere e vittime della tratta sessuale.
Dal 1 gennaio 1997 è stato istituito un servizio di accoglienza psico-socio-sanitaria per prostitute straniere in cui sono state registrate 3.437 prime visite.
2) Richiedenti asilo politico e vittime di tortura.
Da molti anni la Struttura Complessa di Medicina delle Migrazioni dell'IRCCS San Gallicano è attiva come Centro specializzato di riabilitazione psico-fisica e sociale delle vittime di tortura. Nell'ultimo anno sono stati osservati 103 pazienti (87 maschi e 16 femmine, di cui 59 di etnia curda, con età mediana di 27 anni), quasi tutti di scolarità medio-alta e molti con coniuge e figli a carico.
In questi due gruppi sono state osservate numerose lesioni di interesse chirurgico riconducibili a situazioni di tortura o violenza, quali lacerazioni, lesioni cicatriziali con aspetto cheloideo, esiti mutilanti di ustione, acidificazioni, amputazioni e avulsioni ungueali.
3) Donne sottoposte a mutilazioni genitali femminili
L'assistenza, la diagnosi e la cura delle donne sottoposte a mutilazioni genitali femminili è un altro settore di pluriennale intervento della Struttura. Dall'inizio di tale attività sono stati osservati 249 casi, di cui 124 del tipo I, 67 del tipo II e 58 del tipo III. Alcune di queste pazienti hanno richiesto interventi chirurgici di de-infibulazione e di ricostruzione plastica ed altre di trattamento degli esiti cicatriziali conseguenti alla mutilazione..
Discussione
In questi gruppi di popolazione è possibile osservare negli ambulatori dermatologici delle patologie di interesse chirurgico che possono essere la conseguenza di disastri che hanno prodotto traumi anche di natura violenta. Ne sono un esempio le ustioni, le mutilazioni degli arti, la rimozione di corpi estranei derivanti da colpi di arma da fuoco e dallo scoppio di materiale esplodente, correlate a torture fisiche o ad altre violenze esercitate durante le persecuzioni e le guerre. Oppure le conseguenze patologiche a breve termine della mutilazione genitale femminile: quali lesioni ossee, muscolari e tendinee; a lungo termine quali ascessi, cheloidi, fistole vescico-vaginali, cisti dermoidi e linfangiomi; o complicanze legate alla gravidanza ed al difficoltoso passaggio del feto attraverso il canale da parto.
Queste patologie richiedono un intervento multidisciplinare che accompagni il paziente nel percorso diagnostico-terapeutico e consentano di raggiungere la necessaria compliance per condurre a buon fine il trattamento chirurgico delle patologie, tenendo nel dovuto conto i diversi aspetti culturali, psicologici e simbolici della percezione del corpo.
Conclusione
Si sottolinea l'importanza del ruolo che possono svolgere gli specialisti dermatologi, nell'avvio del percorso diagnostico-terapeutico nei soggetti portatori di lesioni traumatiche legate a disastri naturali o a situazioni di violenza, tortura e alla pratica della mutilazione genitale femminile.
È altresì interessate sottolineare come le complicanze cutanee legate ad eventi di natura traumatica o violenta possano condurre a quadri clinici gravi che debbano essere affrontati attraverso metodiche chirurgiche.
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