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Internatioma Journal of Health, Culture and Migration

Concerto per l'Etiopia

L'altra faccia di Gaia di Aldo Morrone

 


     
 

Popoli, etnie e malattie cutanee

   
 

Aldo Morrone

   
 

Struttura Complessa di Medicina Preventiva delle Migrazioni, del Turismo e di Dermatologia Tropicale - Istituto Dermosifilopatico San Gallicano (IRCCS) - Roma

   
 

Atti XIII Congresso Nazionale AIDA, Trieste, 22-25 giugno 2004, p. 78-80

   
       
     
       
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INTRODUZIONE

La Popolazione Umana Mobile mondiale, rappresentata da persone che temporaneamente o definitivamente attraversano i confini del proprio Paese per ragioni politiche, di lavoro o di turismo, comprendeva 1,2 miliardi di persone nel 2002. Tra loro, 156 milioni hanno viaggiato in cerca di lavoro.

Una caratteristica della storia recente, parallela al fenomeno dell'immigrazione, è il crescente interesse occidentale nei confronti dell'etnomedicina.

I vari tipi di terapie naturali o tradizionali, utilizzate dai popoli nei paesi tropicali o “lontani” stimolano continuamente l'interesse e la curiosità medica e antropologica in Europa. I rimedi usati sono spesso percepiti come un “mix” tra medicina e magia, dove spesso è difficile separare l'una dall'altra. È noto che alcune piante hanno qualità terapeutiche universalmente conosciute ma bisogna ammettere che rituali e celebrazioni spesso accompagnano eventi terapeutici o sono essi stessi considerati come eventi terapeutici.

L'interesse clinico e scientifico che le culture “altre” hanno raggiunto in Europa e negli Stati Uniti deriva dal fatto che milioni di pazienti usano terapie o rimedi farmacologici definiti come “alternativi” o “naturali”. Inoltre queste metodiche terapeutiche vengono insegnate in molte Università e molti Ospedali hanno creato o hanno intenzione di creare delle strutture che incorporano e studiano queste nuove/antiche medicine.

Il fenomeno dell'immigrazione comporta che i pazienti, con le loro differenti culture, riti e abitudini “portano” il reale utilizzo delle medicine “altre” in Italia e in Europa.


Nelle attuali società multietniche l'etnomedicina può pertanto essere un utile aiuto per i medici occidentali e per le persone che si occupano di sanità pubblica per comprendere le malattie degli immigrati.

Infatti, i pazienti provenienti da culture “altre” presentano sé stessi, con la totalità delle loro esperienze e delle loro conoscenze, ma vengono esaminati da persone che hanno una prospettiva culturale completamente differente. Il “capire in maniera sbagliata” è spesso un ostacolo al trattamento efficace. Conoscere cosa ci viene detto e come se ne può discutere insieme e comprendere in quale schema generale le richieste del paziente devono essere contestualizzate permette un miglior percorso diagnostico e terapeutico.

 

DISCUSSIONE

La S.C. di Medicina Preventiva delle Migrazioni, del Turismo e di Dermatologia Tropicale dell'Istituto San Gallicano si occupa di una tipologia di pazienti estremamente variegata, provenienti da situazioni culturali e geografiche molto diverse e lontane. Tra i nostri pazienti abbiamo spesso osservato persone con cute di diverso colore e con lesioni cutanee difficili da identificare. È molto importante conoscere il Paese d'origine e i comportamenti culturali correlati, che spesso hanno un effetto sui quadri clinici cutanei e venerei.

Inoltre, alcune lesioni derivanti da pratiche di medicina tradizionale devono essere differenziate dall'abuso sessuale, particolarmente nell'infanzia

È così possibile, dopo un'attenta anamnesi e un accurato esame obiettivo, svelare particolari comportamenti che possono condurre alla comparsa di una certa lesione.

Questi comportamenti culturali possono essere suddivisi in:

1. Abitudini cosmetiche (uso di sostanze depigmentanti, di prodotti per capelli, di creme grasse).

2. Pratiche di medicina tradizionale (cupping, coining, moxibustione, piercing).

3. Motivi antropologici e rituali (Mutilazioni Genitali Femminili, scarificazione, tatuaggi, perforazioni).

4. Motivi psico-culturali (Dhat Syndrome).


CONCLUSIONI

In ogni era ed in ogni popolazione umana, una particolare visione del mondo e della percezione della salute e della malattia è costruita attraverso la cultura e la conoscenza. Le persone interpretano la loro propria situazione attraverso mezzi e modalità basati sulle loro conoscenze culturali, che sono trasmesse e utilizzate nella vita quotidiana attraverso riti e cerimoniali differenti.

Da questa conoscenza ciascun gruppo mette a fuoco e sviluppa qualsiasi cosa gli sembri utile per il proprio benessere e lo trasforma in tradizione. Le rappresentazioni di buono e cattivo, saggezza e stoltezza, fisiologia e patologia vengono articolate attraverso una grande varietà di modelli culturali.

Le differenti classificazioni sono fatte secondo le diverse conoscenze e l'unione tra la medicina alternativa e quella convenzionale produce situazioni complesse e fluide.

Oggi abbiamo il compito affascinante di leggere, comprendere e sviluppare questi fenomeni, per il nostro proprio futuro ed il futuro dei nostri figli. La Dermatologia è la disciplina medico-scientifica che, più di ogni altra, può aiutarci in questa storica sfida.

 

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