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L'altra faccia di Gaia di Aldo Morrone

 


     
 

Patologie “chiare” su pelle scura: considerazioni clinico-antropologiche

   
 

G. FRANCO, L. TOMA, L. NOSOTTI, M. VALENZANO, V. PADOVESE, A. MORRONE

   
 

Struttura Complessa di Medicina Preventiva delle Migrazioni, del Turismo e di Dermatologia Tropicale, Istituto San Gallicano, IRCCS, Roma

   
 

XLII Congresso Nazionale ADOI, Rimini 13-16 ottobre 2004, p. 178-179

   
       
     
       
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Introduzione

Recentemente, negli Stati Uniti l'Institute of Medicine di Washington (IOM) ha raccomandato che i National Institutes of Health (NIH) rivalutino l'impiego del termine "razza", un concetto che manca di giustificazione scientifica o antropologica, nei vari tipi di studio e ricerca sulle popolazioni umane. Il consiglio è quello di utilizzare una classificazione della popolazione diversa, parlando cioè "gruppo etnico", invece che di "razza". Questo sposterebbe l'attenzione della ricerca dal rigido determinismo biologico, indirizzandolo anche verso cultura e comportamento. Movendosi nell'ottica del superamento del concetto scientifico di "razza", il servizio di Dermatologia Tropicale dell'Istituto San Gallicano, si occupa da circa 20 anni delle patologie presentate dalle popolazioni immigrate ed è da tempo impegnato nello studio e nella caratterizzazione delle somiglianze e differenze tra la cute bianca e la cute di colore, considerando le differenze nell'aspetto clinico delle varie patologie non espressione di una diversità nell'entità clinica ma piuttosto una diversa modalità reattiva della cute, non dimenticando gli aspetti antropologici e culturali che pure svolgono un ruolo di primo piano nel "disagio" manifestato dal paziente.

 

Casistica clinica

Viene qui presentata una casistica di questi disturbi discromici, da quelli più lievi (pitiriasi alba, tinea versicolor, candidosi orale, ipomelanosi guttata idiopatica, dermatite seborroica, discromie postinfiammatorie) a quelli più impegnativi (vitiligine, albinismo, lebbra, tubercolosi), unitamente ad alcune considerazioni di ordine psicoantropologico e culturale.

 

Discussione

Tra le caratteristiche distintive della pelle scura rispetto alla pelle chiara è molto spiccato il pattern di reazione discromico e, in particolare, acromico, dei melanociti, che reagiscono in questo senso di fronte a traumi anche minimi, siano essi fisici, infettivi o iatrogeni o che presentano un aspetto clinico di questo genere anche in disturbi che di per sé non hanno una componente acromica molto spiccata. Nei soggetti di pelle scura il comparire di una lesione acromica desta sovente una notevole preoccupazione. Tale preoccupazione può essere legata probabilmente alla perdita dell'identità culturale, dell'appartenenza al proprio gruppo etnico e, non ultimo, anche alla possibilità che una lesione acromica possa celare l'inizio di una patologia particolarmente seria come il morbo di Hansen, ben noto dai pazienti provenienti da aree endemiche.

 

Bibliografia

1. HALDER RM, NOOTHETIPK, Ethnic skin disorders overview., J Am Acad Dermatol. 2003 Jun;48(6 Suppl):S143-8.

2. MORAND JJ, Characteristics of "black skin", Rev Med Interne. 2003 Jun; 24 Suppl 1:13s- 16s.

3. CARTER EL, Race vs ethnicity in dermatology, Arch Dermatol. 2003 Apr;139(4):539-40.

4. OPPENHEIMER G.M., Paradigm lost: race, ethnicity, and the search far a new population taxonomy. Am J Public Health. 2001 Jul;91 (7):1 049-55.

5. OLUMIDE YM, ODUNOWO BD, ODIASE AO, Depigmentation in black African patients, Int J Dermatol, 1990,26,166-74.

   
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