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4-5 Dicembre 2008
ore 9.00-17.00
Aula Agostini
Via San Gallicano 25/A – 00153 Roma
«
Mi piacerebbe che nel 2050 il mondo si fosse finalmente
lasciato alle spalle la povertà........ Allora la parola povertà non
avrà più alcuna attinenza con il presente..
I nostri figli dovranno andare nei musei per trovarne ancora
le testimonianze. ....e inorridiranno alla vista della miseria
e dell’indegnità nella quale per tanto tempo
sono stati tenuti gli esseri umani, e biasimeranno i loro
padri per aver tollerato un flagello così vasto e
crudele fino agli albori del Ventunesimo secolo.»
Muhammad Yunus, Nobel per la pace 2006
PRESENTAZIONE
Il diritto alla salute e la possibilità di usufruire
dei relativi servizi, è il principale indicatore dello
sviluppo di un paese ed espressione della dignità dei
suoi cittadini; ma ancora oggi, l’80 per cento della
popolazione mondiale non ha accesso alla prevenzione e alla
possibilità di cura che invece la ricerca scientifica
ha consentito di raggiungere. L’applicazione dei progressi
ottenuti è purtroppo limitata, e mentre l’accelerazione
della corsa allo sviluppo è giunta a progettare un
big bang artificiale, centinaia di milioni di persone restano
escluse dai diritti fondamentali.
Il divario tra paesi ricchi e paesi in via di sviluppo è impressionante:
l’aspettativa di vita in Giappone è di 84 anni,
in Sierra Leone è di 34. In Etiopia 77 bambini su
1000 non raggiungono il primo anno di vita e milioni di altri
nel mondo non vengono vaccinati e muoiono per malattie che
potrebbero essere efficacemente prevenute per pochi centesimi
di euro. E non solo nel Sud del mondo, ma anche nei Paesi
sviluppati dove oggi esistono 354 milioni di indigenti -
solo in Italia oltre 15 milioni di persone vivono in condizioni
di emergenza sociale – e ogni giorno si disegna una
nuova povertà. Quella di chi vive nell’insicurezza
e nella irregolarità: pensionati a reddito minimo,
lavoratori precari, impiegati di molti call-center, famiglie
monoreddito, immigrati.
Povertà che ha assunto una connotazione multidimensionale,
un orizzonte di analisi con nuovi significati.
Povertà come insufficienza di reddito, ma anche esclusione
sociale, mancanza di accesso alle cure, precario stato di
salute, basso livello di conoscenza, deprivazione delle relazioni
affettive, disgregazione dei legami familiari, precarietà lavorativa.
Dobbiamo approfondire questi temi in un approccio multidisciplinare,
e con l’obiettivo di restituire a tutti gli esseri
umani il diritto ad una vita dignitosa, all’accesso
alle cure, al sogno di poter sostituire alla violenza la
tenerezza.
La differenza tra chi gode del progresso e del benessere,
e chi si vede escluso senza speranza, sta aumentando a livelli
sempre meno accettabili. Potrà il limite, a cui siamo
ormai giunti, diventare una soglia? Forse è necessario
accettare la sfida dell’iraniana Shirin Ebadi, premio
Nobel per la Pace, l’unica possibile, “pensare
sognando ma agire con realismo” e rigore scientifico.
Le sessioni del Convegno tratteranno tematiche riguardanti
i fattori di rischio per la salute, il lavoro, l’alimentazione,
i diritti umani. Interverranno medici, infermieri, psicologi,
assistenti sanitari, antropologi, sociologi, rappresentanti
di Amministrazioni pubbliche, Scuola, Volontariato, Enti
locali, membri di Istituzioni e Società scientifiche
italiane e straniere.
Organizzazione del Convegno:
Dott.ssa Paola Scardella, Sig.ra Rita Carico – Tel.
39 6 5854 3714/3780 – fax 39 6 5854 3686
email : segdirgen@inmp.it
Website: www.inmp.it
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